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Soggetti

LA RAGNATELA DI BAKU
di Andrea Ruffini


Il documentario vuole offrire una panoramica della situazione sociale dell’Azerbaijan, e in particolare della capitale Baku, ormai considerata la nuova Dubai. Il boom del petrolio, passato dalle mani dei russi a quelle delle multinazionali petrolifere, non raggiunge gli strati più bassi della popolazione, che sono stati ingrossati dall’arrivo di centinaia di migliaia di profughi dopo la sanguinosa guerra con l’Armenia.

La Ragnatela, la baraccopoli sorta all’interno dello scheletro di cemento di un edificio non finito, con la sua popolazione variopinta e sfortunata, ben rappresenta il momento storico e sociale che l’Azerbaijan sta attraversando. Ogni piano ha la sua storia: il bambino caduto in un buco che si è salvato grazie all’intricata rete di fili elettrici che attraversano ovunque la Ragnatela; la ragazza che ha sposato un rifugiato solo per scappare dalla campagna e vivere nella Grande Città; la famiglia venuta a Baku per comprare una baracca da un rifugiato a cinquemila dollari; il vecchio con Stalin tatuato sul petto che ha combattuto nella guerra in Afghanistan negli anni ’80 e ora muore mangiato dai topi.


UN TETTO PER TUTTI
di Anna Maria Bianchi


Non avere una casa vuol dire pagare un affitto che è quasi uno stipendio o abitare in spazi spesso angusti e degradati. Non avere una casa vuol dire non poter fare progetti, non poter vivere con chi si ama, non poter fare figli. Ma soprattutto non avere una casa è non avere sicurezza, non poter mettere radici, sentirsi “tagliati fuori”.

Da qualche anno un’associazione no-profit ha deciso di mettere in pratica una soluzione obbligata per molte famiglie: costruire da sé la propria abitazione con parenti, amici e vicini.

Così in vari angoli d’Italia sono sorti gruppi di “autocostruttori”: uomini e donne, italiani e stranieri provenienti dai più disparati luoghi del mondo, famiglie o coppie di giovani, che durante il tempo libero, nei week-end e nei periodi di ferie si trasformano in muratori, carpentieri, idraulici, elettricisti, falegnami, ecc.

Questa esperienza diventa una sorta di “laboratorio sociale”, una metafora del confronto e del conflitto, dei problemi e delle soluzioni, della realtà più grande che tutti condividiamo in questo inizio millennio.

 

PAPA' HO QUALCOSA DA DIRTI
di Fatma Bucak, Sergio Fergnachino
e Davide Luca


La storia di Fatma, giovane ragazza venuta in Italia per studiare, e Davide è la chiave per guardare dentro alle contraddizioni di una famiglia curda grande come una tribù.

Entrando con Fatma come guida in questa famiglia, si incontreranno donne e uomini che hanno dovuto lottare per affermare il loro desiderio di vivere e amare liberamente, e altri che ancora continuano a seguire il solco della tradizione.

Tutti questi incontri saranno per Fatma un modo per ripercorrere il passato e legarlo al presente, per arrivare a parlare con il padre e con la madre della proprio relazione e convivenza con Davide, fino ad ora tenuta strenuamente nascosta.