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Soggetti

NICK LA ROCCA
da Salaparuta a New Orleans
di Nello Correale

Ci sono uomini che pur segnando marcatamente il proprio tempo, per un motivo che solo il destino conosce, scompaiono senza lasciare traccia. Quella che vogliamo raccontarvi è la storia di uno di questi: James Dominick La Rocca, suonatore di cornetta e figlio di un calzolaio di Salaparuta (Trapani).

Il primo musicista in assoluto ad incidere un disco di musica jazz, con la sua The Original Dixieland Jazz Band e che venderà oltre un milione e mezzo di copie a 75 cent l’una. Il primo a varcare l’Atlantico e a presentare il jazz in Europa ed il primo ad esibirsi alla radio. Un successo che lo porterà a guadagnare di più del Presidente degli Stati Uniti. Tutto questo nel 1917, e cioè 8 anni prima che Louis Armstrong incidesse da leader il suo primo disco.

Vittima di un’inesorabile “razzismo” alla rovescia morirà in un oblio quasi totale nel 1961 all’età di 72 anni spendendo gran parte della sua vita in cui ha fatto oltre al musicista il muratore, a tentare di ripristinare la verità storica sul suo contributo alla nascita del jazz.

Una storia vera che sembra inventata da John Fante, che ci riporta atmosfere e personaggi della grande epopea degli italiani in America a ritmo di quella musica, il jazz, che ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione del grande sogno americano e del cinema che lo ha raccontato.


OI POLITICOI
Sicilia... che goduria!?! (S.Freud)
di Valentina Gebbia e Andrea Vita

La Sicilia è la terra più raccontata dai media, eppure è la meno conosciuta nella sua realtà.

Questo documentario-fiction la esplora in modo ironico e originale, cercando di arrivare alle risposte che ognuno vorrebbe trovare ma che nessuno è in grado di dare. La Sicilia è una metafora dell’Italia, un Paese che potrebbe essere un paradiso e invece fa acqua da tutte le parti. Nessuno vuole davvero cambiare le cose, perché ognuno ha interesse che tutto resti uguale.

Perché? Una spiegazione metaforica e paradossale, tirate le fila, sembra l'unica plausibile.

L'idea era quella di un'istantanea della Sicilia alla vigilia di ben tre tornate elettorali. Dopo un anno di lavoro e il verificarsi dei noti eventi sociali e politici, non c'è stata la necessità di modificare una virgola del lavoro raccolto. Tutto, infatti, è rimasto immutato.

"Bisogna che tutto cambi Perché tutto resti com'è!" ("Il Gattopardo" Tomasi di Lampedusa).

Il ritmo narrativo è veloce e divertito, come la musica originale, una contaminazione fra la tradizione e le atmosfere multietniche che connotano la Sicilia. Sulla narrazione sono cucite le varie interviste ad esponenti del mondo professionale e della cosiddetta società civile.

iù del Presidente degli Stati Uniti. Tutto questo nel 1917, e cioè 8 anni prima che Louis Armstrong incidesse da leader il suo primo disco.

Vittima di un’inesorabile “razzismo” alla rovescia morirà in un oblio quasi totale nel 1961 all’età di 72 anni spendendo gran parte della sua vita in cui ha fatto oltre al musicista il muratore, a tentare di ripristinare la verità storica sul suo contributo alla nascita del jazz.

Una storia vera che sembra inventata da John Fante, che ci riporta atmosfere e personaggi della grande epopea degli italiani in America a ritmo di quella musica, il jazz, che ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione del grande sogno americano e del cinema che lo ha raccontato.

 

IL TRUCCO O L'ANIMA
di Massimo Reale


Andrea Degortes detto Aceto è spesso il primo nome che si associa alle parole “Palio di Siena”, manifestazione culturale e storica ormai di risonanza mondiale.

In Europa e nel mondo Aceto è entrato a far parte dell’immaginario collettivo come l’uomo che più di tutti ha trionfato nel Campo di Siena. Eppure conoscendo da vicino la vicenda umana e la personalità di Andrea Degortes, a cui la Sardegna aveva dato poche possibilità di fare strada, si rimane ancora più colpiti.

Andrea diventa non solo un uomo di sport e di successo ma un vero cavaliere medioevale, la sua storia non è la semplice affermazione di un’indubbia professionalità, ma una vicenda di esilio, di lotta, di riscatto. Una storia che pare venire da un’epoca remota e che in una corsa di cavalli arcana ed arcaica ha trovato il suo naturale sbocco: Aceto è l’uomo di una vocazione riuscita.

Seguendo la linea inaugurata nel libro “I Trenta Assassini” dove, con il fotografo Marco Delogu, l’intellettuale Adriano Sofri e l’antropologo Alessandro Falassi, isolavano da lunghe conversazioni momenti che parevano il nocciolo dell’emozione che il Palio di Siena regala ai suoi protagonisti, ci poniamo oggi alla preparazione di un documentario, alla ricerca di un’emozione infinita come può essere tutta una vita spesa sul tufo della Piazza del Campo.

Con la fattiva collaborazione del Consorzio per la Tutela del Palio di Siena, realizzeremo un documentario sulle tracce del mito di Aceto (il trucco) e sulla vicenda umana ed emotiva di Andrea Degortes (l’anima) che a 63 anni guarda indietro senza retorica. Un film che dà voce ai mille fantini che hanno trionfato o sono franati sul sogno di vincere il Palio di Siena.